Abbruciamenti: “Una scelta di buon senso. Ora la sperimentazione diventi il punto di partenza per una revisione stabile delle regole”

Allasia: “Una risposta attesa dalle imprese agricole. Conciliare tutela dell’ambiente e operatività delle aziende è possibile
Confagricoltura Piemonte esprime apprezzamento per la decisione della Regione Piemonte di avviare, dal 15 al 30 settembre, la sperimentazione che consentirà l’abbruciamento controllato dei residui vegetali in 144 Comuni piemontesi, individuati sulla base delle caratteristiche morfologiche e della zonizzazione territoriale.
Si tratta di un provvedimento che recepisce un’esigenza più volte rappresentata da Confagricoltura che va incontro alle esigenze del mondo agricolo, soprattutto nelle aree collinari e pedemontane dove la gestione dei residui di potatura di vigneti, noccioleti, castagneti e frutteti presenta oggettive difficoltà operative e non sempre è possibile ricorrere efficacemente ad alternative meccaniche.
“Accogliamo con favore questa decisione della Regione – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia – perché introduce un criterio di maggiore equilibrio tra la tutela della qualità dell’aria e le reali esigenze delle aziende agricole. Gli imprenditori agricoli sono i primi interessati alla salvaguardia dell’ambiente, ma chiedono norme che tengano conto delle differenti caratteristiche dei territori e consentano una gestione sostenibile delle attività colturali”.
Confagricoltura Piemonte sottolinea come la sperimentazione rappresenti un’importante occasione per raccogliere dati oggettivi e verificare sul campo gli effetti della rimodulazione delle limitazioni agli abbruciamenti, in vista di una revisione della zonizzazione prevista dal Piano regionale per la qualità dell’aria.
“È importante – prosegue Allasia – che questa fase sperimentale venga monitorata con rigore scientifico e senza pregiudizi. Se, come riteniamo, emergerà che in questi territori gli abbruciamenti effettuati secondo regole precise non compromettono gli obiettivi di qualità dell’aria, sarà possibile costruire una disciplina stabile, più aderente alla realtà del Piemonte rurale”.
L’organizzazione evidenzia inoltre l’importanza del lavoro svolto dal Consiglio regionale per arrivare a questo risultato, anche attraverso il confronto sviluppato negli ultimi mesi sul riconoscimento delle specificità delle aree pedemontane e sull’opportunità di estendere la sperimentazione ai territori che presentano caratteristiche morfologiche analoghe a quelle già individuate.
“L’auspicio – conclude Allasia – è che questo sia soltanto il primo passo. Occorre proseguire nel confronto tra istituzioni, Arpa e organizzazioni agricole per arrivare a regole semplici, scientificamente fondate e realmente applicabili, capaci di tutelare contemporaneamente l’ambiente, la sicurezza del territorio e la competitività delle imprese agricole”.
Sullo stesso argomento









