PRQA, Confagricoltura Piemonte chiede una proroga delle scadenze per l’adeguamento degli allevamenti

Confagricoltura Piemonte ha inviato oggi, 22 settembre, una lettera agli assessori regionali all’Ambiente, Energia e Innovazione, Matteo Marnati, e all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, per chiedere un differimento delle scadenze previste dal Piano Regionale per la Qualità dell’Aria (PRQA) in materia di riduzione delle emissioni degli allevamenti zootecnici.
Le novità introdotte dalla DCR 132-25661
La delibera del Consiglio Regionale 132-25661 del 26 novembre 2025 ha modificato il Piano, stabilendo che l’obiettivo di riduzione delle emissioni aziendali possa essere raggiunto attraverso un insieme di interventi e tecniche — dalla gestione della stabulazione alla modifica della geometria dei cumuli, fino a un’applicazione più efficiente dei reflui sul terreno — senza dover ricorrere alla copertura degli stoccaggi dei reflui zootecnici. La normativa prevede inoltre la possibilità di presentare una “comunicazione semplice” che certifichi l’inizio delle operazioni di adeguamento, rendendole operative entro il 31 dicembre 2026.
Le difficoltà delle aziende
Secondo Confagricoltura Piemonte, proprio in seguito all’evoluzione normativa del Piano le aziende si trovano spesso ancora nelle prime fasi del percorso di adeguamento, anche perché quest’ultimo ha subito notevoli evoluzioni rispetto a quanto ipotizzato nel 2025, per sfruttare le ulteriori possibilità offerte dalla DCR 132.
In questo quadro, gli allevatori si sono anche trovati a dover fronteggiare una delle più gravi crisi a livello climatico, organizzativo e di mercato degli ultimi anni: temperature elevate, scarsità d’acqua per colture e prati, aumenti esponenziali dei costi di carburante e fertilizzanti, uniti alla difficile situazione dei mercati, che in molti casi limitano fortemente le possibilità di investimento, quando non mettono concretamente a rischio l’esistenza stessa delle aziende come unità produttive.
Ne consegue, sottolinea l’associazione, che ogni intervento deve essere valutato attentamente, privilegiando quelli che possono essere integrati nel modo meno oneroso possibile con le prassi aziendali, piuttosto che quelli che richiedono pesanti modifiche, anche di carattere strutturale.
La richiesta di Confagricoltura Piemonte
“Riteniamo indispensabile una riflessione sul percorso di adeguamento — si legge nella lettera — che, anche in attesa dei risultati delle attività sperimentali dell’Università di Torino tutt’ora in corso, tenga conto della situazione di oggettiva difficoltà del comparto zootecnico e consenta, anche con un differimento delle attuali scadenze, una gestione reale e sostenibile delle norme, pur salvaguardando gli obiettivi di riduzione emissiva del comparto”.
Il presidente Enrico Allasia si è detto a disposizione degli assessori Marnati e Bongioanni per ogni eventuale approfondimento.
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