La nocciola Piemonte Igp a Bosia è passione di famiglia

Da tre generazioni l’azienda Moraglio è vocata alla corilicoltura. Oggi produce direttamente semilavorati
Articolo di Paolo Ragazzo. L’Agricoltore Cuneese 02/2026
Tre generazioni di agricoltori uniti dalla passione per la corilicoltura. Accade nel cuore dell’Alta Langa, patria della Nocciola Piemonte IGP, precisamente a Bosia, dove l’azienda agricola Edoardo Moraglio porta avanti una tradizione di famiglia iniziata 70 anni fa con Angelo, il fondatore, poi proseguita da suo figlio Renato, e condotta da ormai 10 anni da Edoardo, 31 anni. Una storia ricca di una positività non scontata.
“Nel 1956 mio nonno mette a dimora i primi impianti e comincia ad affittare qualche appezzamento – spiega Edoardo Moraglio -. Poi, progressivamente, papà sul finire degli anni ‘90 amplia l’azienda con l’aiuto delle donne di casa e del suocero, aumentando gli ettari e specializzandosi sempre più nel settore”. Così dalle 30 giornate piemontesi coltivate a nocciolo, con gli anni, l’azienda Moraglio arriva a contarne circa 70. Una base abbastanza solida per sostenere l’ingresso di Edoardo nel 2014, una volta diplomatosi geometra ad Alba.
“Abbiamo continuato a investire in noccioleti, convertendo parte dei campi coltivati a cereali, e oggi siamo a circa 45 ettari – prosegue Edoardo -, ma la vera svolta arriva nel 2016 quando decidiamo di realizzare una nuova struttura dove ospitare tutta l’attrezzatura necessaria per la trasformazione della nostra produzione. In tre mesi costruiamo il capannone e nell’autunno dello stesso anno installiamo i macchinari”.
Nel 2017 l’avvio della lavorazione
Alla base di questa scelta c’è da un lato la curiosità di buttarsi in un’avventura su cui la famiglia Moraglio ha deciso di credere, ma dall’altro anche la necessità di dare maggior valore a quanto viene prodotto in campo.
“L’inizio di questa nuova fase avviene nel 2017, quando poco per volta iniziamo la trasformazione per ottenere e confezionare diversi semilavorati (granella, farina, nocciole tostate e pasta, quest’ultimo il nostro prodotto di punta) e successivamente nel 2019 anche creme spalmabili a nostro marchio”.
Seguono anni di investimenti importanti e costanti, necessari per andare a perfezionare la lavorazione. “Non smettiamo mai di cercare soluzioni all’avanguardia per poter fornire prodotti sempre migliori – spiega Edoardo –; ciò richiede molti sacrifici e, in questi anni non sempre facili, soprattutto gli ultimi, abbiamo prestato molta attenzione a non fare il passo più lungo della gamba. Non è un periodo d’oro per il settore corilicolo piemontese, ma sono dell’idea che se si lavora seriamente, il futuro della Nocciola Piemonte IGP darà ancora parecchie soddisfazioni”.
Il dolce “viaggio”
Ma come avviene il ciclo di lavorazione? Le nocciole raccolte arrivano in azienda dove vengono condotte a un impianto per una prima pulitura e successivamente vengono ancora tolte ulteriori impurità tramite un nastro per cernita manuale, prima di essere convogliate in due essiccatori. Una volta che il prodotto ha la giusta umidità controllata, è pronto per la calibrazione in guscio e successiva sgusciatura. Un nuovo pulitore, unito ad una ventola, scarta le nocciole non idonee, per arrivare alla calibrazione del prodotto senza guscio e alla tostatura in forno, operazione necessaria per la trasformazione in semilavorato. Le nocciole tostate vengono raffreddate e pulite dei residui di pellicina, per poi essere selezionate anche tramite l’ausilio di un software che riconosce i difetti e le imperfezioni.
Le più grandi sono così pronte per essere confezionate intere, mentre le più piccole vengono utilizzate per granella, farina e pasta. Della nocciola non si butta nulla: i gusci vengono raccolti e utilizzati nella caldaia per il riscaldamento o venduti ad aziende della zona per lo stesso fine, mentre la pellicina viene impiegata come alimento zootecnico.
I prodotti “firmati” Moraglio si possono trovare in dolci da pasticceria o gelati, ma anche in vinerie e ristoranti del Nord Italia o si possono acquistare anche direttamente presso lo stabilimento, o tramite l’e-commerce sul sito internet aziendale.
Edoardo, lavoratore e sognatore
Edoardo, sempre aiutato da papà Renato, si divide tra lavorazioni in campo e la trasformazione dove mette in pratica ciò che ogni giorno impara e corregge per fare un prodotto di assoluta qualità.
“Non ho ripensamenti, ma ci sono stati non pochi momenti di difficoltà – racconta –. Tuttavia, anche da quelli si può trarre qualche insegnamento per migliorare e io che, oltre ad essere autodidatta in questo ambito mi considero un sognatore, anche nei momenti più complicati ho deciso di andare avanti, grazie al consenso della mia famiglia che si fida di me e condivide fin dai primi passi questo progetto. Non poteva appoggiarmi economicamente ma non mi ha mai fatto mancare il proprio sostegno. Sono un ragazzo fortunato, insomma”, conclude Edoardo sorridendo.
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