Relazione IRES Piemonte 2026: Allasia, “I dati confermano le difficoltà delle imprese agricole, servono risposte su costi e redditività”

10 Luglio 2026

La Relazione Annuale 2026 dell’IRES Piemonte, presentata ieri, fotografa un settore agricolo alle prese con costi crescenti e margini sempre più stretti. Lo rileva Confagricoltura Piemonte, commentando i dati diffusi dall’Istituto.

“I numeri della relazione dell’IRES confermano quanto le nostre imprese denunciano da tempo”, dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia. “Nel 2025 le aziende agricole piemontesi sono scese a 45.919, il 2,3% in meno rispetto all’anno precedente, e soprattutto il ritmo della contrazione si è nettamente accelerato: dal – 1,2% medio annuo del triennio 2020-2022 siamo passati al – 2,3% del triennio 2023-2025. È la conseguenza diretta dell’aumento dei costi produttivi che ha eroso la redditività fino a costringere alla chiusura un numero crescente di imprese”.

Il presidente di Confagricoltura Piemonte richiama in particolare l’impatto delle tensioni internazionali sui mezzi tecnici: “Il blocco dello Stretto di Hormuz di febbraio ha fatto salire il prezzo dei fertilizzanti, con i costi di produzione delle coltivazioni cresciuti in modo sensibile, proprio nella fase delle semine primaverili. Le nostre aziende continuano a essere esposte a shock geopolitici su cui non hanno alcun controllo, e questo va tenuto ben presente quando si discute di politiche di sostegno al reddito agricolo”.

Allasia sottolinea anche il lato positivo emerso dalla relazione, quello dell’export agroalimentare, cresciuto dell’8,9% nel 2025 fino a superare i 10,2 miliardi di euro: “È la dimostrazione della qualità e della capacità competitiva delle nostre produzioni, dal vino alle DOP fino ai prodotti da forno. Ma anche qui i dati IRES segnalano una fragilità: il comparto delle bevande, che pesa per circa un quarto dell’export agroalimentare regionale, è ora in difficoltà. Un campanello d’allarme che non possiamo ignorare”.

Sul fronte degli allevamenti Confagricoltura Piemonte guarda con attenzione ai dati sul comparto bovino e lattiero-caseario: “I forti rincari dei vitelli da ristallo, fino al 49,8%, riflettono uno squilibrio strutturale tra domanda e offerta a livello europeo di cui bisognerà tenere conto nella programmazione zootecnica, mentre nel latte il prezzo alla stalla è già sceso sotto i 50 euro per 100 litri: un’inversione di tendenza che preoccupa i nostri allevatori”.

“Chiediamo alla Regione e al Governo, che in questo frangente hanno assicurato il loro sostegno al settore primario, di leggere questi dati come un’indicazione precisa delle priorità: sostegno alla redditività, strumenti di gestione del rischio contro la volatilità dei costi energetici e dei fertilizzanti, e un accompagnamento delle imprese in un contesto internazionale sempre più instabile“, conclude Allasia.

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