Innovazione e passione: ingredienti del latte cuneese

La famiglia Racca di Marene conduce una moderna azienda lattiero-casearia con tecnologia all’avanguardia
Tre generazioni di allevatori unite dalla passione per il lavoro e dall’idea di migliorarlo sempre. È la storia della famiglia Racca di Marene, che dal 1952 conduce Cascina San Rocco, azienda ad indirizzo lattiero-caseario. Prima Agostino, poi suo figlio Rocco e ora Enrico e Alberto portano avanti una realtà imprenditoriale riconosciuta e stimata a livello locale.
“Fino ai primi anni 2000 si mungevano circa 60 capi – spiegano i due fratelli Racca – poi nel 2002 la realizzazione di una prima nuova stalla con sala mungitura ha permesso alla Cascina di arrivare ad avere in lattazione, nel 2015, 150 vacche. Dopodiché, un anno dopo, siamo entrati in azienda noi, abbiamo creato una nuova società e con la realizzazione di un’altra struttura abbiamo aumentato progressivamente i capi fino agli attuali 280 in lattazione”.
Tappe scandite quasi a memoria da Enrico e Alberto, come ad indicare dei punti fermi sulla linea del tempo, che coincidono quasi sempre con importanti investimenti effettuati per restare al passo con i tempi e competitivi sul mercato. “Le migliorie in azienda sono costanti e solo qualche mese fa abbiamo ampliato ancora gli spazi con nuove ‘cuccette’ e messo in funzione l’allattatrice automatica dei vitelli nella vecchia stalla – spiega Enrico Racca –. Grazie a quest’ultima introduzione gli animali, dopo 15-20 giorni passati nelle gabbiette, vengono trasferiti in box multipli dove restano fino al loro svezzamento, intorno ai tre mesi. L’allattatrice automatica permette di alimentare in maniera regolata gli animali e di avere un’igiene ottimale tramite un sistema automatico di pulizia, mentre la stabulazione in box aiuta i vitelli ad imparare come comportarsi in un gruppo, preparandoli al meglio per il loro futuro”.
Tecnologia e benessere animale
L’innovazione è una costante per l’azienda Racca, che annovera tra l’attrezzatura un robot spingi-foraggio che, dal punto di ricarica, in orari prestabiliti e preimpostati, segue un percorso per avvicinare l’alimentazione alle rastrelliere, riducendo sforzo e impiego di manodopera. Tutte le vacche, inoltre, sono dotate di collari che monitorano il loro stato di salute, i calori e la ruminazione; queste attrezzature trasmettono dati importanti consultabili tramite un’app sullo smartphone, che consente agli allevatori di sapere in tempo reale la situazione e i casi da attenzionare.
Tra gli altri accorgimenti per il benessere animale, fondamentali sono i ventilatori per il raffrescamento delle stalle, che si azionano in modo automatico in base alla temperatura e si alternano alle doccette che rilasciano acqua rigenerante nei periodi di grande calura e afa. “Queste contromisure per contrastare lo stress da caldo sono fondamentali e gli effetti positivi sono evidenti con cali di produzione di latte più contenuti rispetto a quando non li avevamo installati”, precisa Alberto Racca.
Timori per il Piano Qualità dell’Aria
È del 2020, invece, l’entrata in funzione dell’impianto a biogas aziendale. “Volevamo realizzarlo da tempo, ma non avevamo ancora un numero di capi tale da giustificare l’investimento alimentato solo con reflui zootecnici – dichiara Enrico Racca –. Quando lo abbiamo raggiunto lo abbiamo fatto e, per ora, siamo molto soddisfatti. Speriamo, tuttavia, in una concreta revisione delle normative previste dal Piano Regionale Qualità dell’Aria che ci impongono la copertura della fossa liquami. Si tratterebbe di un intervento molto oneroso e dal dubbio beneficio in termini ambientali”.

Il futuro dell’azienda e del settore
Cosa auspicano per il futuro del comparto e dell’azienda i fratelli Racca? “Dal punto di vista commerciale, il momento è positivo, speriamo continui così. Non abbiamo intenzione di aumentare i numeri di capi allevati, ma desideriamo ottimizzare il lavoro in azienda. Gli investimenti sono necessari perché il mercato è sempre più selettivo e se non ti strutturi rischi di essere tagliato fuori o di non riuscire a sostenere costi sempre più alti”.
Nonostante la tanta tecnologia presente in azienda, negli anni i Racca hanno investito molto anche nella manodopera, assumendo tre lavoratori indiani che si occupano principalmente della gestione della sala mungitura.
Papà Rocco Racca, prima di salutarci, ci tiene a sottolineare lo spirito che anima questi allevatori e che ha trasmesso ai due figli. Ce lo racconta con un episodio: “Quando mia mamma ha partorito mia sorella più piccola, io avevo 14 anni e mi ricordo che quella mattina, presi dal comprensibile trambusto, ho cercato di dare anche io una mano: sono sceso all’alba e sono andato a mungere in stalla, prima di andare a scuola”. Perché la passione per questa attività non si traduce solo in scelte imprenditoriali di successo, ma scorre da sempre nelle vene di chi decide di farne una scelta di vita.
Confagricoltura Cuneo ringrazia la famiglia Racca, in particolare Enrico, presidente della Sezione Latte, per l’impegno a favore del settore e dell’associazione.
Di Paolo Ragazzo - "L'agricoltore Cuneese" numero 01/2025
Sullo stesso argomento