Servono nuove strategie per non penalizzare le bioenergie in provincia di Cuneo

13.03.2019

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Confagricoltura lancia un appello: nel 2020 scadranno le tariffe incentivanti e si prospetta una situazione di grave incertezza. In “Granda” sono oltre 50 gli impianti interessati.

“Fin dal 2005 la nostra organizzazione ha sostenuto gli imprenditori agricoli individuando un percorso normativo e tecnico per lo sviluppo del biogas e delle biomasse. E ci siamo riusciti nonostante, allora, ci credessero in pochi. Il risultato è che oggi molte nostre aziende hanno intrapreso questo percorso e che gli impianti a biogas nati e cresciuti nelle imprese agricole hanno prodotto le prime vere ‘smart farm’ proiettate nel futuro. Ora è chiaro che si deve lavorare tutti insieme – associazione, Governo e politica a tutti i livelli – affinché questa realtà ormai consolidata possa proseguire”. Enrico Allasia, presidente della Confagricoltura di Cuneo lancia un appello affinché si trovino presto nuove strategie per le bioenergie dato che a partire dal 2020 scadrà la tariffa incentivante, rischiando così di lasciare in un limbo tutti coloro che, investendo, ci hanno creduto fin dalla prima ora.

In provincia di Cuneo gli impianti a biogas sono circa 40, per una potenza installata di circa 25 MW, mentre quelli a biomasse vegetali (cippato, ecc.) sono 5, per una potenza di 4 MW. A questi vanno aggiunti 3 impianti a syngas derivato dalla pirogassificazione delle biomasse vegetali, per una potenza di 1,5 MW, e 2 impianti a olio vegetale, per una potenza di 4 MW. Non rientrano in questo computo altre strutture, di dimensioni inferiori, non autorizzate dalla Provincia, ma direttamente dai singoli Comuni.

“È necessario definire una proposta che consenta il proseguimento del sistema incentivante degli impianti a biogas che si avviano alla conclusione del periodo di incentivazione della produzione elettrica, con nuove regole che siano in grado di valorizzare i biocarburanti in generale e la programmabilità dell’immissione in rete dell’energia prodotta da biogas, contribuendo così all’equilibrato sviluppo delle rinnovabili”, prosegue Allasia.

La diffusione degli impianti a biogas in provincia di Cuneo ha permesso al settore primario di raggiungere importanti obiettivi in particolare favorendo la diversificazione del reddito e il conseguente miglioramento delle condizioni ambientali. La liquidità prodotta tramite gli impianti ha fatto da traino per lo sviluppo delle aziende agricole che sono riuscite così ad affrontare con maggiore forza la crisi che ha minato il settore negli ultimi anni.

Ma il settore delle bioenergie sta attraversando una fase critica in relazione all’impostazione della Strategia Energetica Nazionale (SEN) del 2017, poco attenta al settore ed alla mancata definizione del nuovo quadro di incentivazione del biogas e delle biomasse per il periodo 2018-2020. Seppur in presenza di qualche segnale positivo come gli incentivi previsti dalla Legge di Bilancio per i piccoli impianti a biogas fino a 300 KW, ora occorre riconsiderare il ruolo delle bioenergie a 360°, anche alla luce dei nuovi obiettivi strategici di livello internazionale ed europeo.

“Utilizzare i prodotti e i sottoprodotti anche per produrre energia ci dà la possibilità, nell’ottica di una economia sempre più circolare, di incrementare la sostenibilità economica e ambientale delle nostre aziende. Vale sempre l’obiettivo della multifunzionalità dell’azienda agricola e delle attività connesse, però è chiaro che i nostri agricoltori, da sempre sensibili a questi temi, iniziano a preoccuparsi perché tra pochi mesi andranno a scadere gli incentivi”, conclude il presidente Allasia.

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