Marco Lungo gestisce insieme alla famiglia l’azienda “Il Frutteto” a Saluzzo: 18 ettari di terreni da cui nascono primizie da vendere al minuto

10.10.2020

  il frutteto

Vivere coltivando frutta e verdura senza l’ossessione delle dinamiche fluttuanti del mercato? È possibile. A Saluzzo l’azienda “Il frutteto” di Marco Lungo ha deciso da anni di occuparsi dei suoi campi e frutteti per avere prodotti da vendere direttamente ai consumatori nel negozio aziendale, chiudendo la filiera senza ulteriori passaggi. È una scelta, legittima come tutte le altre di conduzione aziendale, che in periodi come questi, però, sembra ripagare maggiormente degli sforzi. “Il contatto con il consumatore è quotidiano – spiega Marco Lungo –, ciò significa metterci la faccia e impegnarsi in prima persona per non tradire la fiducia accordata.

Noi raccogliamo tutto l’anno prodotti al giusto punto di maturazione pronti per essere subito venduti, di modo che il cliente li possa consumare all’incirca nell’arco di una settimana e quando il prodotto finisce… finisce. Non abbiamo frigoriferi per la conservazione, ad esempio. Il riscontro economico attualmente ci soddisfa, anche se va detto che la cura e l’organizzazione del lavoro devono essere quasi maniacali”.

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In effetti, per gestire un’azienda di diciotto ettari che produce e commercializza frutta e verdura undici mesi su dodici (è chiusa solo ad aprile), non si può lasciare nulla al caso. È come una giostra dove finito un “giro” ne comincia subito un altro, poi un altro ancora e così via. Si parte in pieno campo o sotto le serre a metà primavera con le fragole, le zucchine e l’insalata, poi in estate si prosegue con i fagiolini, le patate, l’aglio, le melanzane, i pomodori (da salsa e cuore di bue), le angurie e i meloni e si procede con le colture autunnali: verze, broccoli, cavolfiori, finocchi, spinaci e ancora insalata. Parallelamente procedono anche le operazioni in frutteto, dove dalle ciliegie si arriva alle mele e ai kiwi, passando per prugne, pesche e pere.

Tutto rigorosamente raccolto al mattino presto e subito venduto (salvo una minima parte di pesche che viene conferita), grazie all’attività incessante di tutta la famiglia di Marco: papà Armando, il fondatore dell’azienda, mamma Annamaria, la sorella Luisa e la moglie Elena, a cui si aggiungono altre figure per la raccolta.

“L’azienda esiste fin dagli anni ’70 come realtà frutticola, ma la svolta è avvenuta nel 2010 con l’inserimento di tutta la parte orticola – racconta Armando Lungo – con la conseguente necessità di coniugare tempi e spazi aziendali con i ritmi naturali delle stagioni: così ogni 15 giorni piantiamo insalata, ogni due mesi gli zucchini per farne 4 cicli annuali; due i cicli di pomodori, 2/3 quelli di fagiolini, verze e cavolfiori, 3 di finocchi con una cadenza ragionata per raccogliere prodotti sempre freschi. Siamo partiti con 2 mila metri quadrati di terreno, che progressivamente sono cresciuti fino ad arrivare alle attuali 5 giornate di orticoli in campo e 3.800 metri quadrati di tunnel, non riscaldati”.

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La salubrità in campo o in frutteto viene garantita anche da trattamenti fitosanitari sempre meno impattanti con l’ambiente: “Succede ogni tanto che mio figlio più piccolino al negozio prenda una mela e dopo averla strofinata per toglierle la polvere, la addenti con la buccia e i clienti mi guardino stupiti, ma ciò che vendo loro è esattamente ciò che mangia la mia famiglia e voglio essere sicuro di quel che porto in tavola – sottolinea Marco –. Per questo investiamo in varietà nuove e resistenti o lanciamo insetti utili al contrasto di quelli dannosi, limitando al minimo la chimica”. Ma la fiammella che scalda questa storia di azienda agricola lontana dai meccanismi stritolanti della Grande Distribuzione Organizzata è nata almeno due decenni fa.

Quando Marco, allora poco più che un bambino, trovatosi costretto a stare immobile per via di una caviglia slogata giocando a basket, si fece comprare semi e torba da mettere in vasetti del caffè, una sorta di piccolo e rudimentale semenzaio… un curioso passatempo, che già nascondeva però l’idea di quello che lui avrebbe voluto fare da “grande”. L’agricoltore di frutta e verdura. Un mestiere in cui “le ore non le conti”, ma che può essere capace di ripagare a dovere tutto il tempo speso.

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